Don Stefano un prete povero
Don Stefano, sacerdote di semplicità e generosità
"...Era già il segno della povertà la sua camera. Perché proprio l'essenziale... ecco, neanche l'essenziale aveva. Ambiente freddo, ambiente, diremmo così, isolato: un guardaroba, il letto, due sedie, un inginocchiatoio.
Gli hanno portato un divano: il giorno dopo era già nella casa di una famiglia che ne aveva bisogno.
I fratelli gli hanno portato un armadio: "Lasciatelo li sotto, domani lo faccio portare su". Domani una persona bisognosa è andata a prenderlo..."
"...Mi ha colpito allora un particolare: che per rivestire la salma sono dovuti ricorrere alla camicia di un confratello. Poi mi hanno detto che non è che proprio la camicia non ci fosse, probabilmente gli hanno dato una camicia più decorosa, perché quelle che portava lui probabilmente erano tutte rattoppate, rattoppate magari da lui stesso..."
"...Mi aveva colpito questo senso della povertà materiale. Poi andando avanti ho scoperto la ricchezza interiore che, come materialmente era povero, cioè distaccato assolutamente da tutto, interiormente aveva una ricchezza straordinaria..."
"...La sua generosità, ecco. Una cosa anche che proprio mi ha sempre stupita era la sua generosità. Che poi io vedevo solo la sua generosità esterna... ma che mi ha poi fatto capire che questa era solo la manifestazione della sua generosità interna, quella che l'ha portato anche a fare la sua offerta totale, l’offerta della sua vita..."
"...Mi hanno detto che non aveva in tasca se non i soldi per pagare il treno da Fossano a Centallo e ha trovato una donna che doveva andare da Fossano a Cuneo perché il marito era in ospedale, doveva andare e non aveva i soldi. Don Stefano gli ha dato i suoi, così questa ha potuto andare. Ecco, questa è una generosità, ma di quelle (concrete).
Ma il problema è che lui tutta la vita la viveva così, tutta..."
"...Se aveva quattro soldi li dava a sti poveri ragazzi che faticavano a andare avanti. E se aveva della roba gliela dava. Tua mamma diceva: "Gli ho fatto quel maglione, ho messo quasi un chilo di lana perché fosse bello spesso, caldo... E... non lo so se l’ha messo una volta o no, in ogni caso non ce l'ha più..."
"...Credo che... quando riceveva un'offerta, dalla mano destra passava alla sinistra e subito in mano di qualche persona povera, subito, subito. Credo che abbia mai tenuto per sé un centesimo. Tutto quello che riceveva era per dare. E questo ce lo diceva anche a noi: "Non siamo fatti per avere, siamo fatti per donare...".
"...Per esempio: nel vecchio seminario avevano ristrutturato la cappella e c'era ancora da trovare chi potesse contribuire per le vetrate.. E noi abbiamo fatto la nostra raccolta ... alla fine è arrivato anche lui con la sua busta a cui unì un biglietto con scritto: "Contribuisco anch'io per la vetrata del seminario. Sono denari lasciatimi in eredità da mio papà e sono gli ultimi. Deo gratias!".