Don Gerbaudo
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Don Stefano un prete di intensa preghiera

Don Stefano: sacerdote di profonda preghiera e contemplazione
"...l’ uomo innamorato dell'Eucaristia, che ha consumato le ginocchia a pregare..."

Nella recente ricognizione dei resti mortali i medici hanno detto, e l’hanno documentato nella relazione per causa di beatificazione, che le rotule erano consumate per eccessivo inginocchiamento.

"...Ecco, la famiglia di Don Gerbaudo si è formata sulla preghiera di Don Gerbaudo..."

"...Era qualche cosa che ti attirava, perché era l'atteggiamento di un rapporto con una persona presente, anche l'adorazione. Ricordo che qualche volta lo vedevamo in presbiterio inginocchiato davanti all'altare, ed era così... era un atteggiamento che ti aiutava proprio a fermarti e a pregare. Anche il grande amore a Maria..."

"...Quindi diceva: "Siete giovani, dovete puntare in alto, ma non nelle nuvole, in Alto con la lettera maiuscola". Ci aiutava a scoprire i valori della preghiera, soprattutto dell'amore a Maria, dell'adorazione.

Su questi valori ha messo un po' le basi a un cammino di formazione duraturo, che ha portato tante giovani a formarsi delle belle famiglie, tante altre che hanno scelto la vita consacrata, che non è nata così, ma è nata perché è stata scoperta da lui..."

"...Ecco, lo vedevamo sovente in adorazione in cappella, sovente, specialmente nelle ore della nostra scuola. E poi... una preghiera silenziosa, una preghiera di contemplazione, una preghiera di attenzione al Signore e anche di attenzione dal Signore a lui, perché l’attenzione è doppia. ...

E qui devo dire che l’ho visto molto di più a pregare che a lavorare.

Lui dava proprio il senso perfetto dell'uomo della contemplazione..."

"... Ecco, per presto che andassero in chiesa, i seminaristi lo trovavano sempre là che pregava... Era sempre il primo ad andare a pregare..."

"...La corona del Rosario, lì, appesa al manubrio della bicicletta, che voleva dire: "Continuiamo, la vita continua e la preghiera continua..."

"...Quante volte abbiamo partecipato, dietro suo invito, a ore di adorazione nella nostra parrocchietta (San Vittore), dove lui veniva come curato festivo. Lui arrivava al sabato pomeriggio e ci teneva una riunione come giovani di Azione Cattolica, e poi alla sera, dopo cena, ci invitava a venire a fare un'ora di adorazione nella chiesa per prepararci alla messa della domenica. E quell'ora di adorazione era un'ora di intimità con il Signore...

Poi ci invitava a entrare nel presbiterio, a inginocchiarci attorno all'altare. Cosa insolita a quei tempi: una donna non entrava nel presbiterio, vicino al Santissimo. Ecco, lui ci invitava perché dovevamo essere più vicine al Signore...E quindi, per noi che eravamo giovanissime, era un'ora di paradiso e andavamo via ricaricate, perché lui pregava e faceva pregare anche noi..."

"...Una volta la settimana ci invitava a partecipare a Centallo alla Messa del mattino presto... Quindi dovevamo andare in bicicletta, un freddo boia, ciò nonostante ci chiedeva anche: "Se ce la fate non usate i guanti, offrite questo piccolo sacrificio per i seminaristi e per i sacerdoti" perché fossero davvero uomini di Dio, uomini di santità. Chiedeva anche a noi di essere sante!:"Mai le mezze misure "; per lui la "totalità del dono" era la cosa che più ci spronava a realizzare, ecco ad essere molto generose..."

Ricordo che qualche volta, mentre andavo a fare le commissioni in paese, passavo in chiesa e trovavo don Gerbaudo inginocchiato, in preghiera, assorto. Non se ne accorgeva che qualcuno entrasse in chiesa o che qualcuno lo guardasse: era assorto, era praticamente in contemplazione.

Quindi questo suo modo di rapportarsi al Signore, questa sua contemplazione ci attirava enormemente.

Quindi la sua era proprio una preghiera che attirava le persone, anche quelle che, in qualche modo, potevano dubitare che fosse una preghiera..."

"...Poi la capacità - questo proprio mi ha colpito -, la capacità di intuire quale fosse la volontà del Signore per ciascuno, la strada che ciascuno avrebbe dovuto percorrere. Questo a me sembra proprio un vertice in chi deve dirigere spiritualmente le anime: capire dove il Signore li vuole portare.

Questa è un'altra delle cose che mi ha fatto chiedere: dove l'ha preso? Probabilmente quelle ginocchia non si sono consumate invano. Era la sua preghiera che lo portava lì, è quanto basta!..."
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